5 consigli per scalare la sicurezza cloud senza aggiungere complessità
Per anni, i Managed Service Provider (MSP) hanno protetto gli ambienti cloud dei propri clienti attraverso revisioni periodiche di ogni tenant. Questo approccio funzionava quando un cliente utilizzava due o tre applicazioni cloud. Con la crescente adozione di applicazioni SaaS da parte delle organizzazioni, aumenta anche il numero di ambienti, identità e configurazioni da monitorare.
La sfida è già evidente. Secondo lo State of SaaS Security Report 2025 della Cloud Security Alliance, il 57% delle organizzazioni segnala una gestione frammentata degli ambienti SaaS. Per gli MSP, questa complessità rappresenta un'opportunità per ampliare la propria offerta.
Scalare la sicurezza cloud in modo economicamente sostenibile significa trovare il giusto equilibrio tra l'estensione della protezione e il controllo delle risorse necessarie per erogarla.
Ecco cinque strategie chiave che possono aiutare gli MSP a crescere senza aggiungere complessità alle proprie operation.
1. Automatizzare la discovery per ridurre le attività manuali
Le revisioni periodiche possono diventare rapidamente un'attività impegnativa quando un MSP gestisce più clienti. Verificare le configurazioni, identificare applicazioni sconosciute e controllare le connessioni richiede tempo e rende difficile mantenere una visione aggiornata di ogni ambiente.
Automatizzare la discovery aiuta gli analisti a identificare i rischi cloud e le modifiche alle configurazioni su tutti i clienti, riducendo la necessità di verifiche manuali.
2. Centralizzare la visibilità per gestire più clienti
Quando ogni cliente viene gestito come un ambiente separato, mantenere una visibilità completa diventa più complesso. Una visione centralizzata dei diversi clienti consente di individuare più facilmente dove si concentra maggiormente l'esposizione al rischio, definire le priorità e concentrare le risorse dove sono realmente necessarie.
La gestione centralizzata permette inoltre di mantenere una protezione coerente tra i diversi account e utilizzare in modo più efficiente le capacità del team, senza aumentare proporzionalmente le risorse dedicate a ciascun cliente.
3. Monitorare continuamente le applicazioni cloud per rilevare nuovi rischi
Gli ambienti cloud cambiano continuamente. Gli utenti adottano nuove applicazioni, modificano le configurazioni e creano nuove connessioni, aumentando potenzialmente il livello di esposizione al rischio. Una verifica puntuale può essere accurata nel momento in cui viene effettuata, ma diventa rapidamente obsoleta perché gli ambienti dei clienti cambiano ogni giorno.
Il monitoraggio continuo aiuta a rilevare Shadow IT e Shadow AI, configurazioni non sicure e minacce legate alle identità prima che possano trasformarsi in incidenti.
4. Automatizzare la remediation per liberare risorse del team
Rilevare una minaccia è soltanto il primo passo. Se ogni alert richiede attività manuali di investigazione e remediation, il carico di lavoro aumenta insieme al numero dei clienti.
La remediation guidata identifica il problema di sicurezza e indica l'intervento necessario.
La remediation massiva consente di applicare la stessa modifica, con un'unica azione, a tutti i tenant in cui viene rilevato lo stesso problema. Gli analisti di sicurezza possono così concentrarsi sulle situazioni che richiedono competenze specialistiche, mentre le attività ripetitive vengono gestite in modo più efficiente.
5. Trasformare la sicurezza cloud in un'opportunità di crescita
Quando la protezione del cloud può essere erogata in modo efficiente, può diventare anche una componente a maggior valore dell'offerta di un MSP.
Integrare la sicurezza delle applicazioni cloud può aumentare i ricavi per cliente senza richiedere un incremento proporzionale delle risorse. Un'offerta più ampia può inoltre migliorare la marginalità, rafforzare la fidelizzazione dei clienti e differenziare l'MSP rispetto agli altri provider.
CloudDR: scalare la protezione del cloud senza aggiungere complessità
Per mettere in pratica queste strategie, gli MSP hanno bisogno di una visibilità completa che permetta di tenere il passo con i continui cambiamenti degli ambienti cloud dei clienti. WatchGuard Cloud Detection and Response (CloudDR) è una piattaforma AI-native e agentless che consente agli MSP di monitorare continuamente le applicazioni cloud dei clienti, identificare dove si concentra il rischio e intervenire rapidamente. Rileva Shadow IT e Shadow AI, configurazioni errate e minacce legate alle identità, offrendo agli MSP una visione più completa dell'esposizione al rischio dei propri clienti.
CloudDR include inoltre funzionalità di remediation guidata, automatizzata e massiva che riducono la necessità di investigazioni manuali. Ogni rilevamento identifica il problema e l'intervento necessario, mentre i problemi identici presenti su più tenant possono essere risolti con un'unica azione. In questo modo diventa più semplice standardizzare la sicurezza tra i clienti e applicare gli interventi su larga scala con l'aumentare del numero di ambienti gestiti.
Con WatchGuard CloudDR, gli MSP possono estendere la protezione a oltre 40 applicazioni, tra cui Microsoft 365, Google Workspace e Salesforce, senza sostenere lo stesso carico operativo per ogni nuovo ambiente. L'automazione e la visibilità centralizzata consentono di utilizzare meglio le risorse, migliorare la marginalità e integrare la sicurezza cloud all'interno dell'offerta di servizi esistente.