Igiene informatica e conformità: servono più delle semplici best practice
L’igiene informatica resta essenziale per ottenere una sicurezza precisa ed efficace. Sai davvero come implementarla in modo corretto nella tua azienda? Nel corso degli anni, le infrastrutture digitali aziendali sono cresciute sia in complessità sia in dimensioni. Di conseguenza, la cybersecurity è diventata sempre più critica all’interno delle organizzazioni. Tuttavia, nonostante questa realtà, spesso sono proprio gli errori più basilari a lasciare le aziende esposte.
Per questo motivo, è sempre una buona pratica tornare alle fondamenta. Dal mantenere i sistemi aggiornati all’utilizzo di password robuste, fino all’abilitazione dell’autenticazione a più fattori (MFA), queste pratiche di igiene informatica rappresentano la prima linea di difesa in uno scenario in cui le minacce diventano sempre più sofisticate. In un contesto normativo in continua evoluzione, però, l’igiene informatica non consiste più nel semplice “spuntare delle caselle”: deve essere trattata come un pilastro centrale della sicurezza digitale, applicata con precisione e consapevolezza.
Perché rafforzare le basi è ancora fondamentale per la conformità
Sebbene le best practice di cybersecurity siano ampiamente riconosciute, in Europa, ad esempio, solo il 42% delle aziende del Regno Unito ha implementato controlli essenziali e il 38% delle piccole e medie imprese europee non esegue backup regolari. Questi dati dimostrano che, in un’epoca in cui phishing, ransomware e infostealer continuano a essere efficaci, le misure di base non vengono ancora applicate in modo coerente.
A questo si aggiunge la crescente pressione normativa, ormai trasversale a tutti i settori, insieme all’aumento dei rischi legati alla supply chain. Nel 2024 sono state emesse 923 sanzioni legate al GDPR per un totale superiore a 96 milioni di euro, mentre gli attacchi alla supply chain sono aumentati del 431% dal 2021, colpendo oltre 183.000 clienti nel solo 2024. Di conseguenza, il 60% delle compagnie assicurative europee richiede oggi prove concrete dell’uso dell’MFA, di politiche di backup e di piani di risposta agli incidenti.
Considerare la conformità come un obiettivo isolato non è più sufficiente. La vera resilienza si ottiene adottando un approccio continuo e proattivo alla gestione del rischio. Soddisfare framework come ISO 27001, NIS2 e GDPR richiede molto più di semplici policy scritte: sono necessari controlli tecnici coerenti e un’architettura di sicurezza efficace e sostenibile dal punto di vista operativo.
Dall’igiene informatica alla sicurezza multilivello
In questo contesto, mantenere oggi un’igiene informatica efficace significa andare oltre le routine di base. Con ambienti tecnologici sempre più complessi, le organizzazioni hanno bisogno di strutture che garantiscano una sicurezza coerente su tutti i fronti. La protezione a più livelli gioca un ruolo chiave in questo processo, fornendo le basi per implementare molte pratiche essenziali di igiene informatica, come gli aggiornamenti automatici, l’autenticazione a più fattori (MFA) e il monitoraggio dei dispositivi. Ogni livello contribuisce a sostenere le best practice all’interno di una strategia di difesa:
- Rete: il firewall agisce come prima linea di igiene digitale, filtrando il traffico e prevenendo l’esposizione non necessaria alle minacce.
- Endpoint: mantenere i dispositivi protetti, aggiornati e monitorati riduce la probabilità di infezioni o movimenti laterali.
- Identità: una gestione attenta delle credenziali e dei privilegi è fondamentale per prevenire accessi non autorizzati e tentativi di impersonificazione.
- Rilevamento e risposta: consente di identificare, contenere e mitigare gli incidenti quando una minaccia riesce a superare le difese preventive. Le funzionalità XDR e i servizi di Managed Detection and Response (MDR) stanno diventando sempre più importanti.
Ciascuno di questi livelli rafforza l’igiene informatica e riduce l’esposizione al rischio. Tuttavia, di fronte a minacce sempre più sofisticate, molte organizzazioni rispondono aggiungendo nuove soluzioni di sicurezza, spesso con il risultato di aumentare i costi, rallentare le operazioni, creare problemi di integrazione e ottenere risultati inferiori alle aspettative. La vera efficacia deriva dalla semplificazione e dalla gestione integrata di tutte le difese.
Una piattaforma di sicurezza unificata migliora la protezione dei clienti centralizzando visibilità, rilevamento e risposta alle minacce in un unico ambiente. Integrando più funzionalità – come la protezione degli endpoint, la gestione delle vulnerabilità, la sicurezza delle identità e la protezione della rete – le organizzazioni eliminano i silos tra gli strumenti e riducono i tempi di rilevamento grazie alla correlazione degli eventi, che consente di individuare anche attacchi più sofisticati. Il risultato è una maggiore efficienza operativa e, soprattutto, una superficie di attacco più ridotta, che minimizza il rischio di compromissione.
Gli MSP svolgono un ruolo fondamentale nell’aiutare le aziende a mettere in pratica questo approccio. La loro competenza tecnica e la profonda conoscenza degli ambienti dei clienti consentono di implementare i livelli di protezione in modo coerente, garantire una manutenzione continua e mantenere attive nel tempo le misure di igiene informatica. In questo modo, la strategia si trasforma in un framework di protezione reale, continuo e ben gestito, consolidando una sicurezza davvero precisa ed efficace.
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